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	<title>Artenei...Dintorni</title>
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	<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 15:10:38 +0000</pubDate>
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		<title>ITALIA ITALIE ITALIEN ITALY WLOCHY</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 15:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>

		<category><![CDATA[BENEVENTO]]></category>

		<category><![CDATA[ITALIA ITALIE ITALIEN]]></category>

		<category><![CDATA[MOSTRE]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ha inaugurato ad Arcos Museo d&#8217;Arte Contemporanea Sannio, la mostra ITALIA ITALIE ITALIEN ITALY WLOCHY, presentata da quattro giovani curatori, provenienti, tutti, da musei italiani.
E&#8217; difficile circoscrivere il tema di questa mostra, non percepibile di primo acchito, nonostante l&#8217;inequivocità del titolo. Si tratta di un&#8217;interrogazione su quello che è diventata e sta diventando &#8220;l&#8217;identità italiana&#8221;.
Immagini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2008/04/tkimg442942c490da8.jpg" title="tkimg442942c490da8.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2008/04/tkimg442942c490da8.thumbnail.jpg" alt="tkimg442942c490da8.jpg" /></a></p>
<p>Ha inaugurato ad Arcos Museo d&#8217;Arte Contemporanea Sannio, la mostra ITALIA ITALIE ITALIEN ITALY WLOCHY, presentata da quattro giovani curatori, provenienti, tutti, da musei italiani.<br />
E&#8217; difficile circoscrivere il tema di questa mostra, non percepibile di primo acchito, nonostante l&#8217;inequivocità del titolo. Si tratta di un&#8217;interrogazione su quello che è diventata e sta diventando &#8220;l&#8217;identità italiana&#8221;.<span id="more-37"></span><br />
Immagini di Venezia si susseguono in una passeggiata ideale rappresentata sulle carte piegate di Stefano Arienti, in cui il semplice gesto del piegare si presta a suggerire nuove forme che si complicano in una miriade di visuali diverse, difficili da seguire in maniera lineare.<br />
Estrema sintesi e perfetta integrazione tra concetto e forma contraddistinguono l&#8217;opera del maestro storico Alighiero Boetti, figura cardine dell&#8217;Arte Povera. In mostra una delle sue M<em>appe,</em> in cui il planisfero del mondo tessuto su un arazzo da artigiane afghane, vede contrassegnato ogni stato con la propria bandiera. Molte volte i confini sono distinti dai colori altre volte sfumano in quelli di una bandiera confinante.<br />
Lavoro molto interessante anche quello di Jimmy Durham, la cui arte anti-monumentale, va a colpire molti punti scoperti della cultura occidentale eurocentrica, presentando assemblaggi di pezzi diversi, costruisce una serie di archi &#8220;mobili&#8221; con rotelle, contraddicendo in toto, l&#8217;imponenza, la monumentalità e la rigidità degli archi di trionfo.<br />
Oggetto simbolo italiano,  una Fiat Panda rossa compare in una foto di Simon Starling, che rimanda al progetto <em>24h Tangenziale</em> (2006) in cui un elegante radiatore in ottone, come una sorta di parassita, era montato sul cofano dell&#8217;auto, con l&#8217;intenzione di sostituire quello interno all&#8217;auto.<br />
Ne resta un&#8217;immagine del tutto bizzarra.<br />
Un lavoro che si muove tra il visionario e un&#8217; adesione alla realtà rurale italiana, è quello di Diego Perrone, con la serie fotografica<em> Come suggestionati da quello che dietro di loro rimane fermo.<br />
</em>Ritratti di anziani che sorreggono delle grandi corna di animali riinviano ad un tempo lontano forse quello delle origini che si mescola al sapore della terra e ad una tradizione che persiste.<br />
Molti altri gli artisti presenti, con il pericolo che sfugga il senso dell&#8217;insieme, ma forse anche con l&#8217;ambizione di riflettere la complessità a cui rimanda oggi qualsiasi tentativo di definizione di &#8220;ITALIANO&#8221;.</p>
<p>La mostra è visitabile fino al 31 agosto</p>
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		<title>Satoshi Hirose</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 12:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

		<category><![CDATA[Satoshi Hirose]]></category>

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		<description><![CDATA[
Alla Galleria Umberto Di Marino Arte Contemporanea di Napoli è possibile visitare la mostra Microcosm, dell&#8217;artista giapponese Satoshi Hirose.
Una forte carica estetica dona a questa mostra  una grande raffinatezza.
Al di là della carica concettuale che permea molta arte contemporanea, la prima sensazione è di trovarci di fronte ad una elegante bellezza. Forse un modo antico di sentire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2008/03/21.jpg" title="Puneuma"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2008/03/21.thumbnail.jpg" alt="Puneuma" /></a></p>
<p>Alla <a href="http://www.galleriaumbertodimarino.com">Galleria Umberto Di Marino Arte Contemporanea</a> di Napoli è possibile visitare la mostra Microcosm, dell&#8217;artista giapponese Satoshi Hirose.<br />
Una forte carica estetica dona a questa mostra  una grande raffinatezza.<span id="more-35"></span><br />
Al di là della carica concettuale che permea molta arte contemporanea, la prima sensazione è di trovarci di fronte ad una elegante bellezza. Forse un modo antico di sentire l&#8217;arte che viene presto dissolto dalle incongruenze e gli scarti semantici provocati dalle opere che destabilizzano lo spettatore.<br />
Nella prima stanza una pianta di limone emerge da una struttura di vetro opaco  e ferro. Una gabbia, una casa per il limone, qualcosa che comunque in natura non esiste e non ha ragione. Un profumo di limone molto forte ed amplificato ci coinvolge per enfatizzare un rapporto sinestetico con l&#8217;opera d&#8217;arte. Un ritorno alle prime riflessioni sull&#8217;arte della Modernità condotte da Charles Baudelaire.<br />
Il viaggio dai limoni di Sorrento prosegue nella seconda stanza con Vertumnus, nome della divinità etrusca che presiede al cambio delle stagioni nonchè titolo di un&#8217;opera dell&#8217;Arcimboldo, una lastra di marmo di forma leggermente ellittica, baroccheggiante, con una incavatura di appena 4 centimetri riempita d&#8217;acqua, con corolle di margherite che vi galleggiano.<br />
Il marmo della tradizione artistica occidentale, del Rinascimento italiano, simbolo per eccellenza di un&#8217;arte che voleva essere perenne accoglie in sè, sospesi, dei fiori, locali, semplici di un&#8217;eleganza assolutamente orientaleggiante racchiusi come in un microcosmo che fa coincidere gli opposti: fragilità ed eternità.<br />
Infine giunge il momento del raccoglimento dato da un piccolo giardino rinchiuso in una lampada, Giardino Della Meditazione, tutto quanto orientale ma compreso in un oggetto dal design tipicamente occidentale.<br />
Globalizzazione, contaminazione di culture differenti che si trovano a coesistere affiancate, trovando un equilibrio di serena bellezza.<br />
Ma per l&#8217;artista viaggiatore probabilmente, si tratta di un&#8217;impossibilità se calata nella concreta situazione sociale del nostro mondo globalizzato.</p>
<p> La mostra è visitabile fino al 6 maggio 2008.</p>
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		<title>Fastforward ON New Media Art, Robots</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 16:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
Interessante e divertente la nuova mostra proposta dal Pan, sotto la direzione artistica di Julia Draganovic.
Grande interazione da parte del pubblico direttamente chiamato in causa dalle &#8220;macchine intelligeti&#8221;.

Il lavoro più atteso si rivela essere &#8220;Robotlab&#8221;, di Mathias Gommel, Martina Haitz e Jan Zappe, un braccio robotico che nella prima sala accoglie il visitatore,  studiandone la fisionomia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/christan_faubel_400.jpg" title="christan_faubel_400.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/christan_faubel_400.thumbnail.jpg" alt="christan_faubel_400.jpg" /></a></p>
<p>Interessante e divertente la nuova mostra proposta dal Pan, sotto la direzione artistica di Julia Draganovic.<br />
Grande interazione da parte del pubblico direttamente chiamato in causa dalle &#8220;macchine intelligeti&#8221;.</p>
<p><span id="more-31"></span><br />
Il lavoro più atteso si rivela essere &#8220;Robotlab&#8221;, di Mathias Gommel, Martina Haitz e Jan Zappe, un braccio robotico che nella prima sala accoglie il visitatore,  studiandone la fisionomia per mezzo di una telecamera incorporata e ritraendola su di una lavagna.<br />
Molti i visitatori che si sono prestati.<br />
Proseguendo nella visita ci si imbatte in dei robottini che salgono e scendono lungo delle corde, a mò di ragno, sensibili ai movimenti degli spettatori. Si tratta di un lavoro di Leonel Moura.<br />
Dappertutto macchine che interagiscono , che cercano un rapporto con l&#8217;uomo.<br />
All&#8217; inaugurazione era inoltre possibile, attraverso istruzioni offerte dagli artisti, costruirsi un proprio robottino. Grande partecipazione e spirito ludico.<br />
La domanda è se questa mostra sia riuscita a toccare l&#8217;arte!<br />
Grande fermento sembra comunque emanare dal Pan, finalmente, in un susseguirsi di eventi&#8230;<br />
E&#8217; possibile per esempio guardare i documenti audiovisivi messi a disposizione dal centro di documentazione. I documenti provengono dall&#8217;archivio digitale che viene pazientemente implementato per tracciare la giovane storia di questo museo. &#8220;PAN SCREENING opere e documenti 2005-2007&#8243;<br />
16 ottobre - 3 dicembre 2007 .<br />
Venerdì 16 novembre si inaugura ancora&#8221;TRACCE NEL FUTURO&#8221;<br />
16 novembre 2007 - 25 febbraio 2008 I dodici artisti del Taiwan, presenti in mostra, dimostrano la capacità di tramandare il proprio bagaglio culturale con tecniche, mezzi ed immagini innovativi ed accattivanti a cura di Julia Draganovic e Fangling Tseng</p>
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		<item>
		<title>Mostra &#8220;Lawrence Alma -Tadema e la nostalgia dell&#8217;antico&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 11:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Alma-Tadema]]></category>

		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>

		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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Interessante l&#8217;idea da cui nasce questa mostra, anche se un pò criticata nell&#8217;effetto finale.
La profonda scossa esercitata nel mondo della cultura dagli scavi di Pompei nel 1748 durante il regno di Carlo di Borbone, riecheggia nelle sale dell&#8217;ultimo piano del Museo Archeologico napoletano.
Mentre infatti le linee tardo barocche, il virtuosismo tecnico formale lasciavano spazio ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/alam.jpg" title="alam.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/alam.thumbnail.jpg" alt="alam.jpg" /></a></p>
<p>Interessante l&#8217;idea da cui nasce questa mostra, anche se un pò criticata nell&#8217;effetto finale.<br />
La profonda scossa esercitata nel mondo della cultura dagli scavi di Pompei nel 1748 durante il regno di Carlo di Borbone, riecheggia nelle sale dell&#8217;ultimo piano del Museo Archeologico napoletano.<br />
Mentre infatti le linee tardo barocche, il virtuosismo tecnico formale lasciavano spazio ad una nuova meditazione sulla classicità, che riconducesse l&#8217;arte ad essenzialità e a bellezza epurata, molti artisti già dal &#8216;700 avvertivano l&#8217;esigenza di ispirarsi direttamente alle figure danzanti che abbellivano le pareti delle case di Pompei.</p>
<p><span id="more-27"></span><!--more--><br />
La manifattura delle Ceramiche Wedgwood nel &#8216;700 sceglieva di chiamarsi <em>Etruria.</em> I suoi vasi e le sue produzioni si ispiravano al repertorio di forme classiche, nonostante le forme di produzione fossero legate ad una visione moderna segnata dalla Rivoluzione Industriale.<br />
Il pittore Lawrence Alma -Tadema, 1836-1912, un inglese di adozione, diede vita nell&#8217; &#8216;800 ad un genere pittorico che si definisce Neopompeiano, proprio quando gli studi sugli scavi si approfondivano.<br />
&#8220;Grazie alla profonda conoscenza archeologica e letteraria dell&#8217;antichità classica, Alma-Tadema riesce a far rivivere, in una chiave finemente estetizzante, un mondo ormai perduto, dove le scene del quotidiano assumono le sfumature del mito. La sua pittura (e quella dei suoi seguaci) è destinata ad un ceto alto borghese che ama riconoscersi, nobilitando così i propri vizi e virtù, nei riti e nei costumi di una società ormai remota ma estremamente presente nella sua dimensione intima e quotidiana proprio grazie agli scavi di Pompei e altri centri.&#8221; <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5868">Vedi</a><br />
Questa mostra rappresenta davvero il gusto raffinato ed irrefrenabile, da parte della società alto borghese di vedersi immortalata nelle pose di antichi miti e personaggi.<br />
Sicuramente gli artisti Neopompeiani non possono essere considerati pittori innovativi sul piano stilistico.<br />
Non hanno inciso sull&#8217;evoluzione artistica più profonda, probabilmente sono rimasti fuori dalla storia, sfiorando artisti come Gustave Moreau, o i preraffaelliti, da cui attingono moltissimi spunti, a volte anche iconografici.<br />
L&#8217; esposizione tratta comunque un apetto interessante dell&#8217;arte e della vita culturale della fine dell&#8221;800: un desiderio teatrale di calarsi nei personaggi della storia romana e greca: Agrippina che piange la morte di Germanico, Virginia uccisa dal padre per sottrarla alle avances di Appio Claudio, Poppea che fa uccidere la prima moglie di Nerone&#8230;.<br />
I resti di Pompei sembrano offrire lo scenario per tutti questi episodi che trovano una possibilità di celebrazione a metà tra realtà e teatralità.<br />
Il teatro delle gesta antiche si combina con la verità di scenette di genere immortalate tra i resti di Pompei ed Ercolano, o sulla vista di paesaggi scelti dai romani per i loro svaghi.<br />
Accanto alle opere di Alma Tadema, &#8221;La Scala&#8221;, &#8220;Agrippina visita le ceneri di Germanico&#8221;, &#8220;L&#8217;architetto del Colosseo&#8221;, compare una rassegna di artisti locali come Giacinto Gigante, Filippo Palizzi, e molti altri che come mette bene in evidenza la mostra si ispirano di continuo ai rinvenimenti frutto degli scavi. Moltissime nei dipinti sono le citazioni di pezzi antichi come candelabri e bracieri, che si possono ammirare accostate alle loro fedeli riproduzioni.  <br />
La mostra è visitabile dal 16/10/07 al 31/03/08<strong> &#8230;Attendo commenti</strong></p>
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		<title>Le Fleurs Du Mal al Museo Arcos di Benevento</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 10:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Blogroll]]></category>

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		<description><![CDATA[
 La nuova mostra del Museo Arcos, inaugurata ieri, si propone come una nuova collettiva che indaga il tema della bellezza, traendo spunto dal testo di Charles Baudelaire, Le Fleurs Du Mal, raccolta di poesie che segnava la nascita della modernità.
Gli artisti presenti sono molti nomi noti al mondo dell&#8217;arte come Yasumasa Morimura, Vanessa Beecroft, Francesco Vezzoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/image001.jpg" title="image001.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/11/image001.thumbnail.jpg" alt="image001.jpg" /></a></p>
<p> La nuova mostra del Museo Arcos, inaugurata ieri, si propone come una nuova collettiva che indaga il tema della bellezza, traendo spunto dal testo di Charles Baudelaire, Le Fleurs Du Mal, raccolta di poesie che segnava la nascita della modernità.<br />
Gli artisti presenti sono molti nomi noti al mondo dell&#8217;arte come Yasumasa Morimura, Vanessa Beecroft, Francesco Vezzoli &#8230;<span id="more-26"></span><br />
Mentre si chiude un&#8217;altra mostra sulla &#8220;Bellezza&#8221;, quella pericolosa però, <em>Dangerous Beauty</em> al Museo PAN di Napoli, se ne apre un&#8217;altra che affronta forse un aspetto  più sublime&#8230;<br />
Segnalo il catalogo edito da Electa,  con un intervento critico di Angela Da Silva.<br />
La mostra è visitabile dal 6 Novembre al 18 Gennaio.</p>
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		<title>Luciano Fabro - Didactica Magna Minima Moralia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 22:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>

		<category><![CDATA[Luciano Fabro]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; la nuova mostra inaugurata al Madre di Napoli, sabato 20 Ottobre.
Il testamento artistico dell&#8217;artista, morto quattro mesi fa, mentre già si pensava alla mostra napoletana e i lavori erano in corso.
L&#8217;allestimento ha tenuto conto per quanto possibile della volontà dell&#8217;artista, grazie all&#8217;attenzione della figlia Silvia Fabro che ha curato la mostra assieme a Rudi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/fabro.jpg" title="fabro.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/fabro.thumbnail.jpg" alt="fabro.jpg" /></a></p>
<p>E&#8217; la nuova mostra inaugurata al Madre di Napoli, sabato 20 Ottobre.<br />
Il testamento artistico dell&#8217;artista, morto quattro mesi fa, mentre già si pensava alla mostra napoletana e i lavori erano in corso.<span id="more-23"></span><br />
L&#8217;allestimento ha tenuto conto per quanto possibile della volontà dell&#8217;artista, grazie all&#8217;attenzione della figlia Silvia Fabro che ha curato la mostra assieme a Rudi Fuchs.<br />
L&#8217;attenzione della rassegna si concentra sugli esordi dell&#8217;attività di Fabro, gli anni compresi tra il &#8216;63 e il &#8216;68.<br />
Vengono presentati lavori, in cui stupisce l&#8217;incredibile eleganza di &#8220;sculture&#8221; che disegnano lo spazio attraverso linee che risentono della forza della gravità, che si piegano flessuose e indagano rapporti e proporzioni tra le cose.</p>
<p><!--more--><br />
Sono opere come <em>Raccordo Anulare,</em> tubi metallici, materiali <em>poveri</em> utilizzati dall&#8217;artista, si flettono in maniera diversa alla forza di gravità, opponendo due ciconferenze proporzionate l&#8217;una sulla ciconferenza delle braccia e l&#8217;altra su quella delle dita posizionate a disegnare un cerchio.<br />
&#8220;Questi lavori sono un manuale di movimenti di materia nello spazio&#8221; <a href="http://www.campaniasuweb.it/articolo/focus-cultura/2973_il-testamento-artistico-di-luciano-fabro.html">commenta Fuchs</a>.<br />
Sculture anti-monumentali. Vengono indagati i rapporti percettivi, lo spettatore è direttamente chiamato in causa come era d&#8217;obbligo in quegli anni.<br />
In I<em>n Cubo</em> il fruitore è invitato a sollevare la struttura (un cubo bianco) e a provare ad abitarla sperimentandone la dimensione, il rapporto con la materia, con il colore bianco, con la solitudine.<br />
Il Museo ospita nella sua collezione permanente una sala dedicata all&#8217;artista, in cui il tono dei lavori è però molto diverso, interessante può essere il confronto&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Punti di Vista&#8221; all&#8217;Unicredit Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 21:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
A partire dal 27 settembre è possibile visitare la mostra &#8220;Punti di vista&#8221;, curata da Walter Guadagnini, progetto della galleria Umbero Di Marino Arte Contemporanea.
Si tratta di un progetto espositivo che racchiude le opere di tre diversi artisti, Vedovamazzei, Alberto di Fabio, Francesco Jodice, selezionato e scelto tra altri presentati da gallerie napoletane.
E&#8217; un&#8217;iniziativa importante perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/vedovam.jpg" title="vedovam.jpg"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/vedovam.thumbnail.jpg" alt="vedovam.jpg" /></a></p>
<p>A partire dal 27 settembre è possibile visitare la mostra &#8220;Punti di vista&#8221;, curata da Walter Guadagnini, progetto della galleria Umbero Di Marino Arte Contemporanea.<br />
Si tratta di un progetto espositivo che racchiude le opere di tre diversi artisti, Vedovamazzei, Alberto di Fabio, Francesco Jodice, selezionato e scelto tra altri presentati da gallerie napoletane.<span id="more-12"></span></p>
<p>E&#8217; un&#8217;iniziativa importante perchè pone la banca come sede per ammirare l&#8217;arte, quella giovane, quella che guarda al nuovo e al futuro e per invogliare i risparmiatori ad investire nell&#8217;arte contemporanea.</p>
<p>La galleria Umberto Di Marino, infatti ha concentrato ormai da diversi anni la sua attenzione su un lavoro di ricerca volto a promuovere la nuova generazione di artisti sia italiani, molti campani, che internazionali.<br />
Finalmente l&#8217;arte contemporanea apre le porte a nuovi contesti, si confronta con un pubblico che non è fatto di soli specialisti, ma di gente comune ed operatori economici.<br />
Molte volte l&#8217;arte contemporanea è stata accusata di essere una casta chiusa, di adottare linguaggi troppo criptici e di aver perso il rapporto che prima l&#8217;arte aveva con la società.<br />
Ora invece l&#8217;arte sembra invadere lo spazio pubblico, lo spazio di tutti, della gente comune&#8230;<br />
&#8220;Sharing Passions&#8221; è appunto l&#8217;iniziativa, ideata dall&#8217;Unicredit che si propone di aprire il mercato dell&#8217;arte a quello dei risparmiatori.<br />
 Che ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1191161414&amp;day=1190844000">Per saperne di più</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antonellapalladino.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antonellapalladino.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antonellapalladino.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antonellapalladino.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antonellapalladino.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antonellapalladino.wordpress.com/12/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antonellapalladino.wordpress.com&blog=1723710&post=12&subd=antonellapalladino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Robert Wilson al Museo Madre di Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 17:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[madre]]></category>

		<category><![CDATA[wilson]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

&#160;
PORTRAITS. A Still Life is a Real Life, 
 è il titolo dell&#8217;opera di Robert Wilson realizzata nella chiesa di Donnaregina, spazio gestito dal MADRE, museo d&#8217;arte contemporanea Donna Regina, per il Teatro Festival Italia&#124;prologo.
Si tratta di una serie di video-ritratti di stars del cinema come Johnny Depp, Winona Ryder, Jeanne Moreau&#8230;che instaurano un inquietante e ambiguo rapporto percettivo con lo spettatore.
Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left"><img src="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/30wils190.thumbnail.jpg" alt="Wionona Ryder" /></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">PORTRAITS. A Still Life is a Real Life, </p>
<p align="left"> è il titolo dell&#8217;opera di Robert Wilson realizzata nella chiesa di Donnaregina, spazio gestito dal MADRE, museo d&#8217;arte contemporanea Donna Regina, per il Teatro Festival Italia|prologo.<br />
Si tratta di una serie di video-ritratti di stars del cinema come Johnny Depp, Winona Ryder, Jeanne Moreau&#8230;che instaurano un inquietante e ambiguo rapporto percettivo con lo spettatore.<br />
Da un&#8217;iniziale momento di fissità si è coinvolti alla visione di piccoli gesti che cancellano l&#8217;illusione di trovarsi di fronte a dei quadri.<br />
Il tutto si svolge nel bellissimo e suggestivo ambiente della chiesa gotica napoletana.</p>
<p align="left">La mostra è visitabile fino all&#8217; 8 dicembre</p>
<p align="left">per saperne di più <a href="http://http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/46212">clicca qui</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antonellapalladino.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antonellapalladino.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antonellapalladino.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antonellapalladino.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antonellapalladino.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antonellapalladino.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antonellapalladino.wordpress.com&blog=1723710&post=6&subd=antonellapalladino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">antonellapalladino</media:title>
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		<media:content url="http://antonellapalladino.files.wordpress.com/2007/10/30wils190.thumbnail.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Wionona Ryder</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Hello world!</title>
		<link>http://antonellapalladino.wordpress.com/2007/09/15/hello-world/</link>
		<comments>http://antonellapalladino.wordpress.com/2007/09/15/hello-world/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 08:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonellapalladino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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